Core Stability: fondamenta della forza funzionale

Cosa si intende esattamente per Core Stability.

In letteratura il concetto di Core Stability si è evoluto e continua ad evolversi. Quando si parla di Core Stability ci si riferisce alla muscolatura del tronco con funzioni stabilizzanti/mobilitanti, durante il movimento e nel mantenimento della postura.

Negli ultimi anni si sta tendendo a considerare come Core tutta la muscolatura del tronco che parte dai glutei fino ad includere i trapezi.

L’importanza della Core Stability.

Una buona Core Stability, oltre ad essere un toccasana nella prevenzione degli infortuni, migliora indirettamente le prestazioni atletiche e le normali attività nella vita quotidiana.

In Freeletics Bodyweight e nella calistenia classica un’ottima Core Stability è fondamentale per progredire: migliora la trasmissione/bilanciamento di forza alle gambe ed alle braccia, l’esecuzione tecnica, la fluidità dei movimenti e la propriocezione.

Avete problemi con burpee, jackknives, standups, kipping pull up, kipping hs push up, oh push up, toes to bar, ecc…? concentratevi sulla Core Stability. Poi mi saprete dire.

Anche per i runner la Core Stability è fondamentale, sia nel controllo dell’esplosività muscolare durante gli sprint e in ripetute brevi, sia nel mantenimento della corretta postura durante il running d’endurance.

Allenare la Core Stability.

L’allenamento della Core Stability dovrebbe essere incluso in ogni sessione, meglio alla fine soprattutto se si adotta un protocollo HIIT (come ad es. Freeletics Bodyweight).

Ottimi risultati di core training (sui muscoli stabilizzatori) si possono ottenere con gli esercizi di contrazione isometrica.

E qual è l’esercizio isometrico d’eccellenza per allenare la Core Stability? Il Plank, in tutte le sue varianti.

Segnalo un ottimo workout “scalabile” in base alle proprie capacità, con relativa app per gestirlo al meglio.

5 Minute Plank

C’è un ulteriore aspetto che rende i plank ancora più devastanti ed efficaci: la loro esecuzione in hollow body position (ovvero con bacino completamente retroverso, scapole protratte e depresse, appoggio dorsale dei piedi). Rimando all’ottimo articolo divulgativo di Project inVictus per approfondire e farsi letteralmente una cultura in merito.

Quando si riuscirà a svolgere il workout su illustrato a livello III (35 minuti di Plank!), si è pronti per passare al livello successivo: i Plank dinamici. 😉