Imparare a mangiare (di più e meglio)

Quanti ne vedo fare pasti-tristezza, quanti ne sento lamentarsi di non dimagrire pur essendo a dieta da una vita, quanti ci ricascano…

Pretendere di dimagrire curando solo l’alimentazione è come disputare un match di pugilato con una mano legata dietro la schiena: preparatevi ad essere gonfiati come zampogne.

Le diete ipocaloriche sono imprescindibili per perdere peso, così come l’attività fisica è fondamentale per la (ri)composizione corporea: posso essere magro a 80/90kg, come posso essere grasso a 60/70. Perdere peso è un film, perdere grasso (dimagrire) è un altro film.

L’allenamento dovrebbe essere sempre inteso come 50% alimentazione e 50% attività fisica. Quali che siano i vostri obiettivi, se riuscirete ad ottenere risultati (a lungo termine!) privilegiando solo una parte, buon per voi.

Il ‘segreto’ è un approccio apparentemente paradossale: dal punto di vista evolutivo, siamo fatti per le carestie; in un’epoca di abbondanze (non equamente suddivise, ma questo è un altro discorso), se vogliamo rimanere magri, dobbiamo ‘insegnare’ al corpo a mangiare di più (e meglio), non di meno.

Detto in altri termini: nel lungo periodo è più efficiente ed appagante alzare progressivamente il fabbisogno calorico, piuttosto che abbassarne l’introito.

Seguire una dieta normocalorica consente ovviamente di non ingrassare (e di non dimagrire!), ma la differenza qualitativa è il quantitativo calorico (dopo aver raggiunto una percentuale salutistica di grasso corporeo): una normocalorica a 1800/2000 kcal ed una a 3000/4000 kcal sono due cose mooolto diverse.

Semplificando: dovete farvi il culo! Ma ne varrà la pena. Il sottoscritto mangia molto più ora (concedendosi anche schifezze) di quando era in forte sovrappeso.